Voglio una macchina, e la voglio FOTOGRAFICA!Cari amici, sembra proprio che il teleobiettivo abbia ancora il suo fascino, nonostante il supporto pellicola sia ormai stato soppiantato da schede di memoria di vario genere.
Il risultato di 5-0 dice una cosa chiara: nessuno ha voglia di sorbirsi il filmino di due ore della Prima Comunione; molto più sbrigativo incorniciare i propri ricordi in un vetro 10 x 18 (se son venuti bene, magari farne pure un ingrandimento) e lasciarli a prendere polvere sul mobile del soggiorno... E allora sotto coi click!
12 commenti:
CHEESE
L'invenzione della fotografia, che risale alla prima metà del XIX secolo, portò una radicale innovazione nella riproduzione della realtà. Bisogna infatti pensare che, prima di questo momento, non esisteva l'idea di una riproduzione oggettiva delle sembianze di persone, cose o paesaggi.
Bisognava affidarsi a descrizioni, ritratti, disegni o dipinti, che, però, erano sottoposti alle interpretazioni personali del narratore o del pittore, i quali, a loro volta, erano vincolati dalla quantità di tempo a loro disposizione. I particolari di un'immagine erano quindi sempre soggetti ad una selezione personale. Il costo delle operazioni, inoltre, era assai elevato, consentendo solo ad una stretta minoranza di persone di permettersi un ritratto od una riproduzione di un paesaggio. Tutto questo è stato profondamente mutato dall'avvento della fotografia. L'invenzione, di questo nuovo mezzo espressivo, avvenne, infatti, proprio quando l'Europa e gli Stati Uniti erano animati da un processo di crescente democratizzazione, agli albori della Rivoluzione Industriale.
La fotografia, come la conosciamo oggi, è stata il frutto di una serie di invenzioni, migliorie ed intuizioni tecniche, che nel tempo hanno perfezionato l'iniziale metodo della camera oscura, fino a giungere alla produzione di negativi su pellicole flessibili in rullo. Dai singoli ritratti eseguiti da fotografi professionisti, che possedevano ingombranti attrezzature, si è arrivati alla fotografia dilettantesca, come quella dello ZIO, conseguenza della commercializzazione di massa di apparecchi fotografici per tutti.
Questo processo di divulgazione ha profondamente cambiato l'approccio alla fotografia. I ritratti in posa, dei primi del Novecento, sono stati mano a mano sostituiti da inquadrature personali, e dalla cattura di momenti "in movimento".
Grazie Ugo, mi ci voleva proprio una lettura soporifera come questa. Good night...and good luck
Sono fatto, esterre-fatto!!!
Ugo, mai si poteva immaginare così forbito e dotto rientro in scena.
Spero solo che non ti stanchi mai di ritenere questo palcoscenico alla tua altezza.
Spero che Ugo, profondo e colto conoscitore dell'arte fotografica, sia in grado di far "risorgere" la fotografia del compianto Mangiarotti che ieri sera, con una contro di terza un po' ... larga, ho inavvertitamente abbattuto!
Zabov, pensavi di fare l'uovo sbattuto invece di una parata???
Cara Irina, di sbattuto ci sono già io ... in realtà ho provato un frullato alla frutta.
Tu quando hai intenzione di riprendere ... posso avviarti ad un corso di cucina.
la vs sala mi sembra interessante.
E' possibile frequentarla per un periodo di prova?
L'attrezzatura è già in sala?
anche la lavastoviglie?
lo chiedo perchè quando cucino sporco molto!
Consiglio a Ugo il libro "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica" di Walter Benjamin. Se vuoi te lo presto...così ci presentiamo...
Zabov e compagni...TREMATE!!! La grande Irina tornerà presto sulle pedane del Pettorelli.
Al momento però non CIO' tanta voglia...
E' vero!, anche il parlare con Te in questa sede impropria determina la perdita dell'aura.
Come sarebbe diverso vederti dal vivo in pedana!!!!
Gran saggio quell' Uolter Bengiamin!
Posta un commento