Se avete un minuto leggete questa storiella, se non l'avete, trovatelo e poi ditemi se ne è valsa la pena.
Una storia semplice, una vita frustrante
Nel mentre abbiamo passato il ponte sul Po, ed abbiamo entrambi imboccato il lunghissimo rettifilo che porta prima a S. Cristina e poi al raccordo con la statale Pavia-Cremona.
Visto che i bollori del tipo non si placavano, nè mi superava, ho pensato: "Forse vuole che io mi levi di torno: così ho accelerato!"
Intorno ai 140, il signore mi sorpassa sverniciandomi alla grande. "Ok, era molto di fretta, infatti, nonostante non andassi troppo piano, mi ha superato", penso io.
Non era di fretta, perchè dopo avermi superato ha rallentato vistosamente e messo la freccia (sempre lasciando che le mani componessero degli strani cerchi nell'abitacolo, in modo che li vedessi bene).
Io non volevo risorpassarlo, perchè poi magari poteva arrabbiarsi (essendo così di corsa), nè lui me lo permise: andava avanti un po', poi frenava, metteva la freccia e faceva i cerchi con le mani; andava avanti un po', poi frenava, metteva la freccia e faceva i cerchi con le mani...
E io non capivo, non capivo proprio!!!
Arrivati all'incrocio con la Pavia-Cremona, questo gentile signore si ferma e scende dalla macchina, dirigendosi verso la mia portiera e tentando di aprire.
Abbasso il finestrino e lui sembra un po' alterato:"Ma che caxxo fai, testa di caxxo, grandissimo figlio di puxxana! Io ti spacco la faccia, vieni giù che ti riempio di botte, come ti permetti!!!"
Avendo intuito che qualcosa non va, gli dico: "Mi spiace ma io non ho niente da dire, adesso è meglio se torni in macchina, che dietro c'è fila..."
In effetti dietro gli astanti erano spazientiti, così lui chiede scusa e torna in macchina.
Immessosi sulla Pavia-Cremona riaccosta e di nuovo riparte.
Io penso: "Forse è il caso di fermarsi a chiedere se h bisogno qualcosa, non vorrei mai che si offendesse!"
Accosto, ma il primo a scendere dalla macchina è ancora lui e di nuovo si presenta al mio finestrino:
"Come ti permetti di fare il figo: io ti stavo superando e tu ti permetti di accelerare? testa di caxxo!!!"
Alla fine mi stufo:
"Punto primo: passato il limite ho accelerato, niente di strano.
Punto secondo: in quel tratto il limite lo rispetto perchè tra un po' mettono il velox, meglio abituarsi." Interruzione:"Ma che caxxo me ne frega, io ti sorpasso dove voglio, hai capito?"
"Punto terzo: comunque quando ti ho visto era tardi, quindi mettiti il cuore in pace.
Punto quarto: tu lì semplicemente non puoi sorpassare.
Punto quinto: adesso per me la chiudiamo davvero qui ed ognuno va a fare i suoi affari."
Punto sesto (tra me e me): adesso non rompere più se no finisce davvero a botte; molte le prenderò, ma sta sicuro che almeno la metà te le ridò indietro. E poi, scusa, che vita di m. che hai per questionare su una cosa insulsa, dove hai peraltro palesemente torto!
Lui: "Ma smett... Come? Hai detto che non mi hai visto? Ah, be', allora scusa"
Tutto finito con stretta di mano, io mi chiamo Filippo, io Marco, arrivederci, buona giornata e un quarto d'ora perso!
Stamattina, mentre andavo a Pavia, mi mettevo come di consueto entro il limite dei 50 in località Pievetta, vicino Castel San Giovanni.
Passato il gruppo di casee iniziata la rampa del ponte sul Po, schiaccio l'acceleratore ed assumo una velocità di crociera più consona.
Il tipo che mi stava dietro, che aveva accennato a sorpassarmi proprio sulla rampa, dove ovviamente è proibito, si riaccoda ed inizia una lunga serie di profusioni verbali di dubbia moralità e con una gestualità molto colorita pare dirmi: "Mi scusi, buonuomo, ma non ho gradito molto il fatto di aver dovuto desistere dalle mie intenzioni di sorpasso, vorrei, se lei è d'accordo, parlare dell'accaduto".
Io, notati i gesti, gli rispondo (a mia volta a gesti): "Qui c'è il limite dei 50 e, finito il limite, ho accelerato; se sei tanto di fretta passami che io di problemi non me ne pongo".
Passato il gruppo di casee iniziata la rampa del ponte sul Po, schiaccio l'acceleratore ed assumo una velocità di crociera più consona.
Il tipo che mi stava dietro, che aveva accennato a sorpassarmi proprio sulla rampa, dove ovviamente è proibito, si riaccoda ed inizia una lunga serie di profusioni verbali di dubbia moralità e con una gestualità molto colorita pare dirmi: "Mi scusi, buonuomo, ma non ho gradito molto il fatto di aver dovuto desistere dalle mie intenzioni di sorpasso, vorrei, se lei è d'accordo, parlare dell'accaduto".
Io, notati i gesti, gli rispondo (a mia volta a gesti): "Qui c'è il limite dei 50 e, finito il limite, ho accelerato; se sei tanto di fretta passami che io di problemi non me ne pongo".
Nel mentre abbiamo passato il ponte sul Po, ed abbiamo entrambi imboccato il lunghissimo rettifilo che porta prima a S. Cristina e poi al raccordo con la statale Pavia-Cremona.
Visto che i bollori del tipo non si placavano, nè mi superava, ho pensato: "Forse vuole che io mi levi di torno: così ho accelerato!"
Intorno ai 140, il signore mi sorpassa sverniciandomi alla grande. "Ok, era molto di fretta, infatti, nonostante non andassi troppo piano, mi ha superato", penso io.
Non era di fretta, perchè dopo avermi superato ha rallentato vistosamente e messo la freccia (sempre lasciando che le mani componessero degli strani cerchi nell'abitacolo, in modo che li vedessi bene).
Io non volevo risorpassarlo, perchè poi magari poteva arrabbiarsi (essendo così di corsa), nè lui me lo permise: andava avanti un po', poi frenava, metteva la freccia e faceva i cerchi con le mani; andava avanti un po', poi frenava, metteva la freccia e faceva i cerchi con le mani...
E io non capivo, non capivo proprio!!!
Arrivati all'incrocio con la Pavia-Cremona, questo gentile signore si ferma e scende dalla macchina, dirigendosi verso la mia portiera e tentando di aprire.
Abbasso il finestrino e lui sembra un po' alterato:"Ma che caxxo fai, testa di caxxo, grandissimo figlio di puxxana! Io ti spacco la faccia, vieni giù che ti riempio di botte, come ti permetti!!!"
Avendo intuito che qualcosa non va, gli dico: "Mi spiace ma io non ho niente da dire, adesso è meglio se torni in macchina, che dietro c'è fila..."
In effetti dietro gli astanti erano spazientiti, così lui chiede scusa e torna in macchina.
Immessosi sulla Pavia-Cremona riaccosta e di nuovo riparte.
Io penso: "Forse è il caso di fermarsi a chiedere se h bisogno qualcosa, non vorrei mai che si offendesse!"
Accosto, ma il primo a scendere dalla macchina è ancora lui e di nuovo si presenta al mio finestrino:
"Come ti permetti di fare il figo: io ti stavo superando e tu ti permetti di accelerare? testa di caxxo!!!"
Alla fine mi stufo:
"Punto primo: passato il limite ho accelerato, niente di strano.
Punto secondo: in quel tratto il limite lo rispetto perchè tra un po' mettono il velox, meglio abituarsi." Interruzione:"Ma che caxxo me ne frega, io ti sorpasso dove voglio, hai capito?"
"Punto terzo: comunque quando ti ho visto era tardi, quindi mettiti il cuore in pace.
Punto quarto: tu lì semplicemente non puoi sorpassare.
Punto quinto: adesso per me la chiudiamo davvero qui ed ognuno va a fare i suoi affari."
Punto sesto (tra me e me): adesso non rompere più se no finisce davvero a botte; molte le prenderò, ma sta sicuro che almeno la metà te le ridò indietro. E poi, scusa, che vita di m. che hai per questionare su una cosa insulsa, dove hai peraltro palesemente torto!
Lui: "Ma smett... Come? Hai detto che non mi hai visto? Ah, be', allora scusa"
Tutto finito con stretta di mano, io mi chiamo Filippo, io Marco, arrivederci, buona giornata e un quarto d'ora perso!
5 commenti:
E bravo Gieffe. Io probabilmente sarei sceso al primo accenno, gli avrei tirato un pugno sul muso e poi ... mi avrebbe massacrato di botte. Oppure: sarei sceso avrei iniziato ad investirlo con un' arringa pallosa sui suoi modi inurbani e poco consoni alle circostanze di luogo e di traffico e poi ... mi avrebbe massacrato di botte.
Fossero stati altri tempi, però, noi della Cumpa lo avremmo sfidato in un duello e allora sì che sarebbero stati caxxi suoi!
Vero.
Dovrebbero mettere a disposizione delle persone delle specie di fight club, dove poter sfogare le recondite voglie di violenza che puntuali si presentano nell'animo umano. Più e meglio delle sale scherma.
Colpi bassi, cattiveria inaudita e gratuita, senza doversi preoccupare delle conseguenze...
eeeehhh siiiiiiiii! Gieffe!!!!! Altrochè punto primo e punto secondo...... Secondo me te la sei fatta nelle mutande (non a torto)!
Il mio eroe!
E adesso chi è apistefta? Mah!
Comunque, irina, non vedo perchè dubitare di quanto raccontato.
E soprattutto della mia temerarietà!
Dimentichi forse di quella volta in cui, con palese sprezzo del pericolo, misi in fuga i malintenzionati che si introdussero in casa mia e prelevarono la borsa col mio libro di fisica che, sfortunatamente, mi ridiedero?
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