martedì 16 febbraio 2010

Sorpresa!!!

Ebbene sì, ci sono anch'io.
Con un fognone clamoroso e dopo aver corrotto un mio carissimo amico giornalista, sono riuscito ad ottenere una wild-card per un ingresso giornalistico al Teatro Ariston di San Remo.

Vi scrivo direttamente dal palco d'onore, da parte a me Luzzatto Fegiz, dietro Checco Zalone (vice-presidente di giuria e gancio di traino di Toto Cutugno).

Visto che mi si è presentata questa grande occasione, voglio subito emulare i miei colleghi giornalisti e sparare a zero su questo cadavere mediatico: ho chiesto a Fegiz e mi ha detto che mi lasciava il piacevole compito perché lui c'aveva un appuntamento a Bordighera alle 11 con Mimì La Bella (nota intrattenitrice ligure degli anni 50).

Ecco infatti che se ne va...

Dunque dicevamo:
in primis: Bonolis e Laurenti ce li potevano tranquillamente risparmiare.
Il loro cappello iniziale pareva più che altro la maschera funebre dei faraoni egizi. Stanche scenette che faticavano negli anni 60, poco adatte persino alle pubblicità del caffè.
Inoltre, come tradizione vuole, lancio fin d'ora la polemica del compenso.

E poi la Clerici: quelle due caciotte con attaccata una donna.
Spenta, senza grinta. Senza idee senza appeal.
Mi spiace Antonelluccia, ma cerca di far fuori la Isoardi con qualche scandalo costruito, perché oltre alla Prova del cuoco sei molto in difficoltà.

I cantanti: la Grandi senza voce, il sardo della De Filippi inascoltabile (nel senso che proprio non si sentiva), Arisa era convinta di essere allo Zecchino d'oro (anche se questa teoria non giustifica i castrati che cantavano con lei in farsetto, o forse sì?).
Speravo in Toto Cutugno che però ha deluso.
Ancora: lo scugnizz'è Napule, Nino D'Angelo, ca nun s'è capit gniente! e manco sapevo che si potesse cantare in dialetto al Festival della canzone italiana, se no concorrevo anch'io.

Che dire, fin qui tutto male: mancano fantasia, voce, presenza scenica, gnocca, testi apprezzabili, mostri sacri (dov'è Michele Zarrillo?).

E ancora non sono saliti sul palco Enzo Ghinaschi e Sua Minestrà Le Prince.
Della serie al peggio non c'è mai fine...

Aridatece Pippo!

Adesso vi lascio, ho un po' di cose da sbrigare...

2 commenti:

gieffe ha detto...

Ecco. Adesso hanno cantato anche Pupo e il Principe (P&P) col tenore.

Sono fermamente convinto che in un angolino sperduto della sua mente, Filibertuccio coltivi il pensiero del Trono d'Italia con lui seduto sopra e Pupo vestito da giullare a strimpellare col mandolino, mentre i sudditi s'inchinano e portano doni dai feudi.

zabov ha detto...

Contento di aver preferito il culring femminile dei giochi olimpici di Vancouver. Grande partita tra Danimarca e Norvegia ... e qualche atleta valeva anche la pena di "essere vista"!