Succede nel mondo pallonaro che alle 12:30 a Bari giocano una partita con 37°C e i tifosi liquefatti in tribuna (almeno non rompono, in tutti i sensi...): riflettiamo.
Se giocano a mezzogiorno in un altoforno di una vetreria è perchè qualcuno paga per vedere la sabbia del prato (e magari di alcuni cervelli) diventare vetro.
Storia: quand'ero piccolo c'era il MERCOLEDI' DI COPPA, niente anticipi nè posticipi, UEFA solo al giovedì e campionati di A e B tutti d'un botto, belli, raccontati da Ciotti e compagnia bella in AM (900 MHz per Radiouno, perchè quando facevi la gitarella a Bobbio mica prendeva sempre, l'FM). Le rose erano di 23 giocatori, e lo sapevi, perchè i numeri erano dall'1 al 23 (il 12 era il portiere di riserva). Fine.
Poi il meccanismo ha iniziato ad essere ingordo, mettiamo un posticipo la domenica sera che ci danno più soldi, mettiamo un anticipo il sabato sera, che ne arrivano ancora. La Coppa dei Campioni chiamiamola CHAMPIONS LEAGUE e facciamola anche al martedì, così incassiamo di più... Un altro paio d'anticipini il sabato pomeriggio, la serie B la mettiamo anche lunedì e venerdì (altri anticipi, posticipi e anticipi del posticipo)... Poi un turnettino infrasettimanale ogni tanto...
E intanto coi super introiti, facciamo super debiti: tanto il sistema ha entropia tendente a ∞...
Ora, nonostante il meccanismo si sia incrinato, perchè non copiare il buono nel mondo scherma: migliore capacità di vendere il prodotto! Lasciando stare le ingordigie che non ci appartengono?
Forse dobbiamo trovare il modo di piazzare meglio il prodotto scherma nel circuito televisivo, e non solo.
A tal proposito mi sarebbero venute alcune idee, che vi prego di commentare:
- Diretta video web della Coppa Trinacria, a pagamento anche per i parenti più stretti dei partecipanti - prezzo da fissare;
- A livello nazionale: creazione di un canale digitale TuttoScherma (il mio decoder prende almeno 3 "TopCalcio24", dove tifosi depressi si sfogano parlando del prossimo colpo di mercato della squadra del cuore, invece di far crescere il PIL, e poi c'è la crisi!!!);
- Cambiare il nome delle armi in prodotti tipici enogastronomici (pecorino, brunello e gutturnio al posto di spada, fioretto, sciabola - ad esempio)
- Stringere relazioni con sagre paesane per far conoscere il nostro sport (p.e. usare le spade per preparare gli spiedini della Festa del tortello di Vigolzone...)
Obiettivo: generiamo interesse e consenso attorno ad una disciplina che merita, che regala sempre tanto all'Italia a livello internazionale e che spenderebbe meglio degli amici pallonari tutte quelle valanghe di euri.
Parafrasando il famoso proverbio:"Ag vuriss la mé testa e i to sòd!"
Nessun commento:
Posta un commento